La collusione narcisistica.

 

La tematica che turba la coppia nella collusione narcisista s’impernia sulla domanda:

fino a che punto l’amore implica la rinuncia a se stessi per il partner o permette di rimanere se stessi?”.

Un’altra domanda complementare è:

si può vedere nel partner un essere con una sua autonomia o è soltanto un prolungamento o un’appendice del proprio SE’?”.

L’IO è incapace di porsi di fronte al mondo come struttura delineata e distinguibile e si giunge a una perdita dei confini dell’IO.

In fondo, i narcisisti desiderano ritornare allo stato originario, quello narcisistico primario, in cui non esisteva separazione tra soggetto e oggetto. Non potendo essere tutt’uno con l’oggetto, in una relazione, accettano solo gli aspetti nei quali l’altro si comporta in modo conforme ai loro ideali e alle loro aspettative.

Poiché nella loro speranza di armonia totale vanno incontro sempre e comunque a delusioni, il loro atteggiamento verso l’umanità è spesso caratterizzato da rassegnazione, amarezza, cinismo e fantasie di vendetta.

Il narcisista vive seguendo la consegna: “Chi non è con me è contro di me!”; egli non fa nulla per mediare.

Il narcisista, nella sua rappresentazione di fusione totale, dà per scontato che il partner condivida tutti i suoi sentimenti, aspirazioni e fantasie.

…Io vivo quasi in te…” canta Alfredo nel brano “Dei miei bollenti spiriti” (Traviata, G.Verdi).

E ancora “…mentre ti guardo io non so più dove comincio io e finisci tu, il sogno la realtà…” (Inventi, R.Zero).

L’assenza di ancoraggio alla realtà si manifesta spesso anche nella facilità con cui i narcisisti mentono. Anche nella relazione di amore il narcisista mente senza scrupoli al partner, per risparmiargli, e risparmiare pure a se stesso, tutto ciò che potrebbe turbare il rapporto idealizzato.

Per un narcisista, una relazione d’amore intensa può essere soltanto l’unione totale, la fusione, l’accordo completo. Ma per un SE’ cosi poco strutturato una tale fusione costituisce una pesante minaccia.

La rottura del rapporto e la separazione.

Generalmente la madre di un narcisista è essa stessa una personalità narcisista, non vede nel bambino che una parte di sé stessa e reagisce ai tentativi di autonomia del bambino con molta rabbia.

Il distacco dalla madre è particolarmente difficile; per il carattere magico della relazione, non ci si libera da lei neanche se si va a vivere all’estero o se essa è morta da tempo.

Per quanto riguarda i legami con un partner spesso la relazione viene interrotta al momento stesso della conquista. Il legame con l’altro viene vissuto dal narcisista come un obbligo, un impegno che non si sente in condizioni di onorare.

Poiché la vicinanza diventa presto una minaccia, egli rompe bruscamente la relazione; il partner non gli interessa più, all’improvviso non esiste più.

Dal punto di vista gestaltico la fase del post-contatto è brusca e accelerata; così come la fase del contatto-pieno viene scavalcata e non esiste affatto.

Durante l’infanzia, i narcisisti si sono sentiti così spesso abbandonati e traditi che ora provano soddisfazione nel poter lasciare altri, e così vendicarsi delle frustrazioni subite in passato.

In ciò gli è anche d’aiuto la sua notevole capacità di dissociarsi dai sentimenti.

Sebbene all’inizio sprofondi in un buco narcisistica e si senta depresso e paralizzato, riesce presto a riempire questo vuoto con una nuova relazione.

Se generalmente si dice che i narcisisti sono egoisti, i loro partner tipici sono altruisti e proiettano il loro SE’ ideale sull’altro.

Il partner complementare del narcisista è disposto a darsi totalmente senza nulla pretendere per sé; è apparentemente alle sue dipendenze e si mostra disponibile a idealizzarlo acriticamente e incondizionatamente:

Amarti per me vuol dire che esisti soltanto tu”.

In questo caso il narcisista non si sente minacciato nel suo SE’ poiché il partner gli si subordina totalmente e diventa possibile una relazione.

Per il partner complementare di un narcisista la rottura della relazione e l’elaborazione del lutto diventa complicata perché la perdita dell’altro comporta la perdita del SE’ in gran parte proiettata sull’altro.

Dopo la separazione, può continuare ancora a vivere con un SE’ mutuato dal partner narcisista da cui si è separato e spesso rimane fedele per anni anche dopo la perdita come se il tempo si fosse fermato e rendesse difficile l’elaborazione del lutto da separazione.

Invece il partner narcisista si separa più facilmente, ma solo in apparenza, perchè è intimamente convinto che potrà eventualmente riprendere la relazione cessata quando vuole; come se l’altro fosse comunque sempre a sua disposizione.

Anche qui l’elaborazione del lutto spesso è bloccata, come se non ci fosse mai stata la perdita, in un atteggiamento di sostanziale negazione.

Nei suoi tentativi di ripresa della relazione, in caso di rifiuto, può reagire con molta rabbia , aggressività e ostinazione.

La collusione narcisistica.ultima modifica: 2011-01-01T11:57:16+01:00da feli4848
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