Archivio mensile: marzo 2013

Passo 1 – ONESTÀ – Sovrano

Riconosco di non avere il potere di superare da solo il mio problema.

 

Non possiamo cambiare il comportamento o gli atteggiamenti di chi ci circonda; finché seguitiamo ad illuderci di poter controllare e cambiare gli altri continuiamo a combattere una battaglia che non possiamo vincere.

Veniamo colpiti nella nostra autostima, nei nostri rapporti con gli altri e nella capacità di goderci la vita.

Tutta la nostra energia viene consumata in un’impresa senza speranza, a tal punto da non lasciarcene neanche un po’ per prenderci cura di noi stessi. La nostra vita è diventata ingovernabile.

La nostra preoccupazione nei confronti degli altri si trasforma in invadenza e intromissione, causa risentimento, ed è destinata a fallire.

Quando la preoccupazione per gli altri ci distoglie dalla responsabilità di prenderci cura della nostra salute fisica, emotiva e spirituale, noi soffriamo.

Siamo incapaci di accettare la realtà, di affrontare i cambiamenti; la nostra vita ci sfugge di mano.

Quando facciamo il primo passo consentiamo ad un immane peso di cadere dalle nostre spalle.

Mettere fine a questa battaglia, richiede una definizione completamente nuova di ciò che pensiamo di noi stessi, degli altri e delle nostre relazioni.

Spesso confondiamo l’amore con l’interferenza; non sappiamo come dimostrare affetto o sostegno senza dare consigli, senza cercare di influenzare le decisioni altrui, o senza tentare di portare coloro che amiamo a fare quello che noi pensiamo possa renderli felici.

Confondiamo il prenderci cura degli altri con il controllo, perché non sappiamo come lasciare loro

la dignità di essere se stessi.

Abbiamo il terrore di lasciar fare agli altri ciò che desiderano, ma facciamo solo del male a noi stessi e agli altri quando insistiamo nel concepire la relazione in questo modo.

Le nostre relazioni ne soffrono e la nostra vita diventa ancora più ingovernabile.

Il nostro Sovrano sta mandando il suo Guerriero a combattere una guerra persa.

Per quanto difficile, meglio impegnare il nostro Sovrano a guardare, con onestà, la parte che noi stessi abbiamo nei nostri problemi, ovvero come abbiamo contribuito a creare il problema.

Può darsi che il nostro Sovrano piuttosto che impegnare il suo Guerriero debba attivare l’Angelo Custode a prendersi cura di noi stessi, invece che solo degli altri.

Questo pensiero può anche far paura; magari abbiamo scarsa autostima e pensiamo che non sia giusto prenderci cura di noi stessi.

Lasciando andare l’illusione di poter controllare le altre persone, le loro azioni, ci sentiamo sollevare da un fardello enorme e cominciamo a scoprire la libertà e il potere che invece abbiamo: quello di chiarire e vivere la nostra vita.

L’ingovernabilità diminuisce e il Sovrano che è in noi inizia a riprendere il controllo del proprio regno, della propria vita.

Quando dentro di noi è in funzione l’archetipo del Sovrano, siamo integrati, completi e pronti ad assumerci la responsabilità della nostra vita.

Ogni volta che proviamo un bisogno incoercibile di controllare noi stessi o gli altri e l’incapacità di affidarci ai processi della vita, vuol dire che si è impossessato di noi il Sovrano Ombra.

Il Sovrano Ombra vuole il controllo e il potere sugli altri, vuole costringere gli altri a fare le cose alla propria maniera, e se questo non accade, cerca di ricorrere alle punizioni.

Sappiamo che abbiamo fatto le scelte sbagliate quando cominciamo a sentirci vuoti e la nostra vita comincia a divenire sterile, incontrollabile e magari addirittura infernale.

Se il nostro regno è diventato un deserto, dobbiamo rispondere alla chiamata dello Spirito per rinnovarci e per guarire.

Una volta che abbiamo iniziato a prendere atto che siamo noi a creare la nostra realtà, ci rendiamo conto che quello che creiamo non può essere migliore della coscienza che l’ha ispirato.

Via via che impareremo a vivere in una maniera che riflette la nostra coscienza più intima e profonda, vivremo diversamente, la nostra vita creerà un effetto onda che influenzerà tutti gli altri regni attorno a noi.

Se non vogliamo essere dei tiranni dobbiamo allargare la mente e il cuore ad abbracciare un senso più vasto della nostra sfera di influenza; spesso ciò comporta un esame concreto e aggiornato della nostra vita e di che sorta di regno abbiamo creato fin’ora.

Comporta che ci assumiamo la responsabilità dei nostri successi e dei nostri fallimenti.

L’archetipo del Sovrano ci aiuta a vedere che passare il tempo a prendercela con gli altri per i nostri problemi ci priva della nostra dignità, e che è più dignitoso affrontare e cercare di fare qualcosa per le nostre incapacità, disfunzioni e mancanze, che ostinarsi a negarle.

Il Sovrano al nostro interno sa benissimo che non possiamo sempre risolvere i problemi; a volte le sfide che ci troviamo difronte sono talmente al di sopra delle nostre possibilità che ne siamo sopraffatti.

Tuttavia, per quanto sconfitto dalle circostanze, il grande Sovrano non si lamenta ma si domanda invece: “Che avrei potuto fare?”, per imparare la lezione per la volta seguente.

La vita del Sovrano è ricca e privilegiata, ma esige anche un grande rigore morale; questo dovere non può essere trascurato e per assolverlo occorre una mente chiara e la volontà di fronteggiare la realtà così quale essa è.

Lavorare sul primo passo:

1) In che modo ho provato a cambiare altre persone nella mia vita? Quali sono stati i risultati?

2) Come posso lasciare andare i problemi degli altri anziché tentare di risolverli?

3) In quali casi sento una responsabilità eccessiva per le altre persone?

4) In quali casi ho la sensazione che la mia vita sia incontrollabile?

5) Come cerco approvazione e affermazione dagli altri?

6) Dico di si quando vorrei dire di no? Cosa mi succede quando mi comporto in questo modo?

7) Mi è difficile prendermi cura di me stesso? In che modo lo sto facendo?

8) Come mi sento quando sono solo?

9) Mi affido ai miei sentimenti? Li conosco?

10) C’è qualcosa che vorresti fosse diverso rispetto al modo in cui si esprime il Sovrano nella tua vita?

I 12 passi e gli archetipi Junghiani – “Un viaggio spirituale alla ricerca di sé stessi”

Finché non siamo capaci di guardare in faccia la realtà, in tutta onestà, difficilmente possiamo riconoscere il ruolo cruciale che abbiamo nel creare la nostra infelicità.

Spesso non ci rendiamo conto che, recitando la nostra parte, in realtà contribuiamo a sostenere la nostra e altrui sofferenza.

Proviamo, forse, sgomento nello scoprire che il modo di pensare e gli atteggiamenti che abbiamo sviluppato per proteggerci dalle dolorose esperienze della nostra vita, si sono insinuati in ogni angolo del nostro mondo.

E’ come se avessimo permesso ai nostri meccanismi di difesa di proteggerci da tutti gli aspetti della vita, piuttosto che affrontare il rischio di una qualsiasi partecipazione avventurosa alla vita stessa.

Nel tentativo di evitare gli aspetti spiacevoli della nostra vita, abbiamo anche perso molte delle gioie che essa offre. Questa è anche una delle ragioni per cui vale la pena intraprendere il cammino verso la consapevolezza, cammino che spesso può rivelarsi difficile, ma dall’altra parte ci attendono doni inattesi.

Difronte a situazioni di grande sofferenza, anche familiare, l’impresa più utile e amorevole che possiamo intraprendere, consiste nel cercare aiuto per noi stessi.

La maggior parte di noi ha dovuto toccare il “fondo”, un punto di agonia personale, prima di essere pronto a fare dei veri cambiamenti nella propria vita.

I 12 passi offrono un percorso che ci può aiutare a trovare le risposte alle domande più pressanti; ci possono aiutare a vivere nella realtà del presente, mostrandoci in che modo far la pace con il passato.

I 12 passi non pretendono di fornire risposte preconfezionate a domande complicate e personali; offrono, invece, un cammino che ci mette in grado di cercare e trovare da soli le nostre personali risposte.

Cominciamo a prenderci cura di noi stessi; iniziamo un viaggio spirituale che potrebbe cambiare la nostra vita.

Anche gli archetipi Junghiani ci aiutano in questo viaggio “eroico”, come fossero delle guide; l’eroismo consiste, oltre che nel trovare nuove verità, nell’avere il coraggio di agire sulla base di una nuova visione interiore.

La nostra visione del mondo è definita dall’archetipo che domina normalmente il nostro modo di pensare e agire.

I 12 passi e gli archetipi:

Passo 1 – ONESTÀ– Sovrano

Riconosco di non avere il potere di superare da solo il mio problema.

Passo 2 – REALISMO– Orfano

Confido che un potere superiore possa ricondurmi alla guarigione fisica e spirituale.

Passo 3 SPERANZA– Innocente

Ho deciso di affidare la mia vita ad un potere superiore.

Passo 4 – CORAGGIO– Guerriero

Elaboro un inventario morale profondo e coraggioso della mia vita.

Passo 5 – CONDIVISIONE– Angelo custode

Ho condiviso con altre persone la natura intima del mio malessere.

Passo 6 – CABIAMENTO – Amante

Accetto senza riserve che un potere superiore rimuova tutte le debolezze del mio carattere.

Passo 7 – UMILTÀ– Distruttore

Chiedo umilmente ad un potere superiore di porre rimedio alle mie mancanze.

Passo 8 – PERDONOCercatore

Elaboro un elenco di tutte le persone a cui penso di aver fatto dei torti e decido di fare ammenda verso di esse.

Passo 9 – RIPARAZIONE E RICONCILIAZIONE Costruttore

Per quanto possibile, ho fatto ammenda alle persone a cui penso di aver fatto dei torti.

Passo 10 – VERITÀ– Saggio

Continuo a tenere il mio inventario personale e, quando penso di trovarmi nel torto, lo ammetto senza esitare.

Passo 11 – RIVELAZIONE PERSONALE– Mago

Cerco di migliorare il contatto cosciente con me stesso, con gli altri, con l’universo, e di avere la forza per fare coerentemente scelte e azioni nella mia vita.

Passo 12 – RESTITUZIONE– Folle

Avendo ottenuto il mio risveglio spirituale, cerco di mettere in pratica questi principi in tutti i campi della mia vita e di essere possibilmente di esempio agli altri.

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